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Flash dalle primarie farsa dei giovani del PD Novembre 25, 2008

Posted by salvatoreimpusino in Politica Nazionale.
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Che sarebbero state una farsa, queste attesissime e disertatissime primarie del PD, lo avevamo previsto. Ma che gli imbrogli sarebbero stati così evidenti non c’eravamo neppure azzardati a pensarlo.
Ecco i primi commenti con contestuali denunci di brogli dei giovani che hanno partecipato alle Primarie “Democratiche”. Ecco quali metodi vengono utilizzati dai giovani del Partito di Veltroni per indirizzare e pilotare la competizione:

Spiritolibero (Politicaonline.net)

ho partecipato alle primarie farsa del PD xchè c’era una mia amica candidata…Tutte le irregolarità che ho letto nei vari forum sono confermate al 100%:
1.nel seggio non c’era alcun manifesto che indicasse i nomi dei candidati
2.non c’era alcuna pubblicità in giro
3.hanno votato persone per telefono…dettando il numero della carta d’identità e le generalità
4.non è stato consegnato alcun plico contenente le istruzioni per il seggio, ma solamente il verbale
5.nessuno ha contribuito con euro
6.il seggio era composto da un presidente e gli scrutatori sono stati reclutati al momento dello spoglio
7.naturalmente dicevano di votare per Raciti

wahid (giovanidemocratici.org)

complimenti al nuovo segretario nazionale Raciti..ma complimenti anche per le procedure poco trasparenti ed antidemocratiche con le quali si sono tenute le primaria. avrebbero potuto rappresentare una giornata storica e un grande momento di mobilitazione alle urne di giovani e giovanissimi simpatizzanti..avrebbero potuto rappresentare un imponente strumento di politica partecipata..invece si è rivelato essere, ahimè, un meccanismo, un formalismo, dietro al quale si sono nascosti, come dice la Innocenzi, i soliti partiti che hanno fatto da apripista ai soliti nomi destinati a rincorrere la visibilità e il ruolo di primo piano attraverso forme di cooptazione..l’unico male che una classe dirigente seria e responsabile, prima ancora che sensibile alla necessità del cambiamento e del ricambio generazionale, dovrebbe avere il coraggio di estirpare. Si continua a vivere in un sistema in cui lo Stato, e in questo caso i partiti non si preoccupano di garantire il rispetto della legge e in una società senza legge si creano i presupposti per ceti, amicizie, caste e raccomanazioni.
Ilvo Diamanti ha scritto che “il sogno americano interpretato da Obama” passa attraverso la “capacità di cambiamento”. Io aggiungerei che la necessità di cambiamento debba passare necessariamente attraverso questom pensiero di Einstein:”non si possono risolvere i problemi se non sai cambia il modo di pensare di chi li ha creati”

Contro i metodi dei giovani democratici arriva a scagliarsi, addirittura, l’On. Bova del Partito Democratico, che ha stamente rilasciato tali dichiarazioni (leggi l’articolo intero):
“Mai più primarie di questo tipo, anzi, queste non sono state primarie vere. Solo attraverso il meccanismo del voto, della scelta su più candidati, con un numero di candidati superiore a quello degli eligendi, è possibile procedere alla selezione
delle classi dirigenti. Nel caso dei giovani democratici non è stato così. Chiudiamola qui e non ripetiamola mai più»
.

E se lo dice Bova…
di Salvatore Impusino

Protesta anti Gelmini, scontri a Roma tra manifestanti. Ottobre 29, 2008

Posted by salvatoreimpusino in Politica Nazionale.
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E’ notizia di stamane che studenti appartenenti al Blocco Studentesco e partecipanti alle manifestazioni di protesta contro il progetto di riforma della scuola Gelmini, siano stati caricati da “studenti di età avanzata” (trentenni di media per non esagerare) uniti più dall’intramontabile credo antifascista che dal desiderio di protestare contro il provvedimento del ministro.

Ritengo di non sbagliare nel dire che questa è la naturale e logica conclusione di manifestazioni di protesta prive di argomentazioni sostenibili e solo falsamente bipartisan (sfido chiunque a darmi prova del contrario).

E’ evidente che, infiltrati tra gli studenti e alla guida dei cortei, vi siano i collettivi di sinistra desiderosi di dar vita ad un nuovo 68, ad una ribellione politica con connotati anche violenti ( smettiamola di nasconderci dietro ad un dito, e diciamo chiaramente che il fine dei compagni è il solito, vale a dire generare caos e disordine e possibilmente condire il tutto con l’aggressione a qualche ragazzo di Destra).

Ed infatti, non si deve attendere tanto per assistere ad un film già visto : dal corteo fuoriesce un gruppo di esagitati che, armato di bastoni e a volto coperto, si scaglia contro gli studenti di Destra, gli unici peraltro ad aver le idee chiare sulle ragioni della protesta (quanto meno sanno perchè stanno in piazza).

Ciò a dimostrazione che dietro il corteo AntiGelmini vi sia più politica di quel che sembra e che gli studenti italiani sono caduti, ancora una volta, nelle mani di agitatori di professione, proprio come avvenne alla fine degli anni ‘60.

Nonostante non ne condivida la battaglia (chi scrive è un sostenitore del Decreto Gelmini, da oggi legge) , mi sento in dovere di esprimere la mia solidarietà ai ragazzi del Blocco Studentesco per i fatti di oggi e di sottolineare non può esservi collaborazione alcuna con i gruppi di manifestanti, subordinati ai collettivi di sinistra.

Chi crede che la lotta per la difesa della Scuola Pubblica non abbia bandiera si sbaglia di grosso : è ormai evidente che sulla protesta sventoli bandiera rossa mentre chi ha veramente a cuore la sorte del nostro sistema scolastico sta dall’altra parte, con la Gelmini appunto.

Ragazzi del Blocco ravvedetevi, questa battaglia non è e non può essere la vostra.

di Salvatore Impusino per Falcodestro.it

Non chiamatela nostalgia. Settembre 16, 2008

Posted by salvatoreimpusino in Politica Nazionale.
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Prendo spunto da un’intervista a Italo Bocchino su il Giornale www.ilgiornale.it

Le critiche a Fini?
«Assurde. Era un discorso necessario, soprattutto nel contesto della nascita del Pdl, e dopo le polemiche sull’8 settembre. Non possiamo essere per sempre figli di un Dio minore».
Molti militanti sono scandalizzati.
«Di che? Sono idee normali per una destra europea, conservatrice, occidentale e moderna».
Ma non normali per chi viene dal Msi.
«Invece sì. Dev’essere chiaro che non può esserci alcun legame con retaggi storici che vanno superati. E quando necessario criticati».
Qual era l’ambiguità?
«La nostra destra non può essere tacciata di antifascismo».
A lei quanto costa, questo strappo?
«È il percorso di Tatarella, il mio maestro. Lo ritengo obbligato e naturale».
Ai giovani di Ag non piace.
«Ma se lo pongono il problema di essere rappresentativi del milione di giovani che hanno votato Pdl? Non sembra».
Sono l’organizzazione più forte.
«Sì, ma se uno naviga su Toqueville trova centinaia di ragazzi della destra moderna che non indulgono nella nostalgia».
È una critica?
«Il Fronte di Alemanno e di Gasparri rappresenta i suoi elettori. Ag oggi è un po’ autoreferenziale».
Ma i giovani di Ag si devono fondere con gli azzurrini?
«Mi pare un percorso assolutamente necessario».
Sono molto affezionati ai loro valori e alla loro identità.
«Non li capisco. Non è la libertà, come dice Fini, il valore più grande che abbiamo?».
Almirante diceva: «Non rinnegare, non restaurare».
«Ma santa pazienza, era il 1948! Se non si cambia in mezzo secolo si diventa dinosauri».
Ma lei è disposto a cambiare anche la sua identità?
«Io da Fiuggi a oggi sono cambiato moltissimo. In un mondo che corre chi non cambia è fuori dalla storia».
C’è chi sospetta che ai colonnelli lo strappo faccia comodo.
«Primo. Io tutt’al più sono maggiore, e per le mie scelte sono stato anche in minoranza. Secondo: prima di criticarli, questi colonnelli, bisognerebbe valutare i loro risultati nel modo giusto».
Quale?
«Hanno preso un partito al 3,9%, lo hanno portato al 12, lo hanno reso alleabile con una forza del 40% e hanno vinto tre volte. Le pare poco?».
——————————-

Sento il dovere di dire la mia. Azione Giovani si pone più di Alleanza Nazionale  il problema del futuro della Destra nel nostro Paese.
Quello di AG non è rigurgito nostalgico ma logico disorientamento di fronte ad affermazioni forti, incaute e forse anche inopportune.
Io, giovane di Destra che fascista non lo sono mai stato, non sarò mai “antifascista” perchè esserlo significherebbe disconoscere una tradizione politica, quella del M.S.I. , che nel fascismo e nella Repubblica di Salò affonda pur sempre le sue radici.
L’antifascismo non può appartenere a chi rivendica con orgoglio l’appartenenza ad  una comunità che della violenza antifascista fu bersaglio : antifascisti erano i carnefici di Sergio Ramelli, dei fratelli Mattei, di Mantakas. E della battaglia politica e culturale di questi morti noi, militanti di AG, vogliamo essere gli eredi. Un giovane di Alleanza Nazionale, e concludo, non guarda al passato con nostalgia ma con rispetto, convinto che il suo partito abbia il dovere di evolversi , ma non abbia il diritto di farlo abiurare”.

Totò il giacobino e la ghigliottina di piazza Navona Luglio 9, 2008

Posted by salvatoreimpusino in Politica Nazionale.
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Piazza Navona teatro della giustizia sommaria del redivivo tribunale giacobino, Antonio di Pietro il novello, spietato Robespierre.
Cala a ripetizione la ghigliottina su uno dei luoghi più incantevoli della nostra Nazione, con le ceste che si riempiono di teste illustri e con i boia Grillo, Guzzanti, Travaglio e Di Pietro ad azionare, di volta in volta, l’arma simbolo del terrore.
E’ uno spettacolo macabro, di violenza verbale inaudita . Duole constatare che mai, nella storia della Repubblica, si era arrivati a tanto, neppure ai tempi degli opposti estremismi.

Di Pietro, che è il regista della serata ed il responsabile morale di ogni parola detta, si associa e dissocia a convenienza, cavalcando i sentimenti della scarsa folla accorsa.
Si rende conto sin da subito che la situazione rischia di sfuggirgli di mano ma ciò nonostante non indietreggia.
Il motivo è semplice : il suo popolo vuole la testa di Berlusconi e del suo esecutivo e Totò il Giacobino si sente in dovere di offrigliela.
Veste gli abiti di Robespierre e assume la guida delle opposizioni (dalla sinistra extraparlamentare all’Italia dei Valori, passando per i girotondini ed il popolo di Grillo), mettendo a sedere Walter il buonista e rubandogli in un solo colpo l’elettorato più intransigente.
L’obiettivo dell’ex Ministro è la massa che fa dell’antiberlusconismo il proprio credo : scrive bene Oscar Gianni nell’editoriale odierni di Libero “ogni dileggio della piazza a Silvio è la promessa di un nuovo voto per Di Pietro”.
Anche il Partito Democratico si unisce al coro di sdegno, quello stesso PD che ha la responsabilità politica di aver fatto accedere al Parlamento i rivoluzionari capeggiati dall’ex PM, quello stesso PD che ha prima cavalcato il giustizialismo ed il populismo di Totò il Giacobino per poi rimanerne anch’esso vittima.
E’ giunto il momento di considerare Di Pietro (sia da destra che da sinistra) per quel che veramente è, ossia il nemico numero uno della democrazia : in gioco vi è la sorte della nostra Nazione.

di Salvatore Impusino

Sul “reato di immigrazione clandestina” Maggio 21, 2008

Posted by salvatoreimpusino in Politica Nazionale.
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Ingresso illegale nel territorio dello Stato : «Salvo che il fatto costituisca più grave reato, lo straniero che fa ingresso nel territorio dello Stato in violazione delle disposizione del presente testo unico è punito con la reclusione da sei mesi a quattro anni».

Questo il testo (rubrica e I comma) del tanto discusso “reato d’immigrazione clandestina” .
E’ doveroso, preliminarmente, sottolineare che non si tratta di una novità giuridica assoluta, giacchè tale fattispecie crimonosa è prevista e punita anche in altri ordinamenti giuridici europei come quello francese e tedesco.
L’emergenza “clandestini”, infatti, è stata già affrontata in Francia e Germania, senza le strombazzate tipiche del nostro Paese, per  far fronte alla piaga dell’immigrazione selvaggia, sfociata in guerriglia urbana nel recente passato e capace di mettere in ginocchio città come Parigi (chiunque non abbia la memoria corta ricorderà i fatti antecedenti le Presidenziali francesi).
Tornando al testo, evidenzio quanto logica sia l’introduzione della nuova norma, tendente a scoraggiare quello che, a tutti gli effetti, va considerato reato (personalmente ne denunciavo la pericolosità sociale anche in tempi non sospetti e di amministrazione sinistra), con la personale speranza che vengano studiati sistemi tali da garantire l’esecuzione dei provvedimenti di espatrio dei Giudici : non può essere sufficiente disporre l’allontanamento dal suolo Nazionale, ma è necessario eseguire materialmente le espulsioni, con controlli tesi ad evitare un nuovo accesso nel nostro Paese degli extracomunitari espulsi.
Attenzione andrà prestata anche all’adeguamento delle strutture dei CPT, all’interno dei quali i clandestini sorpresi in territorio Italiano  non potranno (altra nuova norma del pacchetto sicurezza), permanere per più di 180 giorni.

Salvatore Impusino

In ricordo di Sergio Ramelli Aprile 29, 2008

Posted by salvatoreimpusino in Politica Nazionale, Politica melicucchese.
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Il 29 Aprile del 1975 moriva a Milano Sergio Ramelli, giovane militante del Fronte della Gioventù colpito a morte da un commando di Avanguardia Operaia.
Il Circolo di Melicucco, intitolato alla sua memoria, ne commemora il ricordo con un video tratto da youtube.

Sergio Vive, la morte non lo ha ucciso.

 

Che Dio ti benedica Gianni! Aprile 28, 2008

Posted by salvatoreimpusino in Politica Nazionale.
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Lo abbiamo sognato per una vita, un uomo di Destra sul trono di Roma. Quel giorno è arrivato ed ad essere incoronato primo cittadino della Capitale è l’uomo che in Alleanza Nazionale più identifica i sentimenti, la cultura politica, l’animo militante della Destra di sempre.
Al ballottaggio, i Romani, hanno ribaltato ogni pronostico iniziale, scegliendo un volto storico della Destra Romana e decretandone il trionfo con il 53% dei consensi. Bocciata l’arroganza del suo outsider, maestro nel somministrare veleni, nel ripescare la politica della bassezze, rivelatasi poi principale causa della sua sconfitta.
Ha vinto Gianni, l’ex Segretario del Fronte della Gioventù, l’uomo sempre in prima fila,  che protestava in piazza e ha vegliato per mesi sulla tomba dell’amico Paolo di Nella, ucciso a colpi di spranghe in testa dai comunisti .
Ha vinto la Destra, e noi tutti cresciuti nelle sezioni del M.S.I. con lui, indipendentemente dal partito di odierna militanza.
Ha vinto quella Roma che non ha mai vinto, quella sempre messa all’angolo perchè “nera e ribelle”.
Hanno vinto, infine, i nostri Padri, i nostri fratelli che non ci sono più : nel proteggerti dal cielo ti sorridono e ti salutano, con il saluto di Roma Gianni, quel saluto mai dimenticato.

di Salvatore Impusino