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MELICUCCO: Il PD e la festa fantasma. settembre 19, 2008

Posted by salvatoreimpusino in Politica melicucchese.
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La farsa ha inizio nel corso di una riunione delle associazioni e dei partiti nella sala del Consiglio Comunale convocata dal vicesindaco F.Nasso. Oggetto dell’incontro l’organizzazione degli eventi che avrebbero animato l’Estate melicucchese 2008.
Come al solito arrivo in ritardo, ma non troppo tardi da esporre i miei progetti. Faccio anzitutto richiesta del Parco Baronelli per la serata del 18 Agosto (Festra Tricolore) e poi dò un’occhiata alle richieste delle altre formazioni politiche.
Mi avvicino al vice-sindaco e gli chiedo di farmi dare un’occhiata al calendario estivo. Noto che la Festa Democratica, riedizione in salsa veltroniana della Festa dell’Unità, è fissata per i giorni del 23 e 24 Agosto, quindi subito dopo la serata di Alleanza Nazionale.
Si avvicinano le date riservate ai democratici locali, ma non si muove nulla. Nessun manifesto, nessuna pubblicità dell’evento, solo tante voci che fanno presagire lo spostamento della manifestazione.
Così è infatti, e a confermarlo la mattina stessa un ingenuo militante del PD con le seguenti parole: “Non pensavamo che si facesse la Festa di San Rocco” (lascio a voi ogni considerazione).
Passano i giorni e spunta una nuova data, quella del 13 Settembre.
Sarà la volta buona? Manco per sogno. Nel pomeriggio del 13 una leggera pioggia accarezza, al massimo per 5 minuti, Melicucco, circostanza che non proibisce il montaggio dell’attrezzatura e che non scoraggia i dirigenti Piddini, comunque presenti.
Alle ore 21.00 gli ex diessini sarebbero pronti a dar il via ai festeggiamenti, in giacca e cravatta sotto il palco in attesa delle folle di compagni.
C’è però un gran problema.
In Piazza Sen.Domenico Romano manca la gente, e se non fosse per i soliti 4 fedelissimi non si avvertirebbe segno di presenza umana nel raggio di 300 metri. 
Ed ecco che nella mente dei piddini inizia a balenare una grande idea: “rinviare per pioggia” (a quando però non è concesso saperlo).
Per pioggia, avete capito bene, peccato che la pioggia, quella vera, sia arrivata solo 24 ore dopo …
Meglio trovare una scusa che fare un comizio alla presenza dei soli lampioni di Piazza Sen.Domenico Romano : questo avranno pensato, con buona pace degli sponsor e del partito.

Salvatore Impusino

Non chiamatela nostalgia. settembre 16, 2008

Posted by salvatoreimpusino in Politica Nazionale.
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2 comments

Prendo spunto da un’intervista a Italo Bocchino su il Giornale www.ilgiornale.it

Le critiche a Fini?
«Assurde. Era un discorso necessario, soprattutto nel contesto della nascita del Pdl, e dopo le polemiche sull’8 settembre. Non possiamo essere per sempre figli di un Dio minore».
Molti militanti sono scandalizzati.
«Di che? Sono idee normali per una destra europea, conservatrice, occidentale e moderna».
Ma non normali per chi viene dal Msi.
«Invece sì. Dev’essere chiaro che non può esserci alcun legame con retaggi storici che vanno superati. E quando necessario criticati».
Qual era l’ambiguità?
«La nostra destra non può essere tacciata di antifascismo».
A lei quanto costa, questo strappo?
«È il percorso di Tatarella, il mio maestro. Lo ritengo obbligato e naturale».
Ai giovani di Ag non piace.
«Ma se lo pongono il problema di essere rappresentativi del milione di giovani che hanno votato Pdl? Non sembra».
Sono l’organizzazione più forte.
«Sì, ma se uno naviga su Toqueville trova centinaia di ragazzi della destra moderna che non indulgono nella nostalgia».
È una critica?
«Il Fronte di Alemanno e di Gasparri rappresenta i suoi elettori. Ag oggi è un po’ autoreferenziale».
Ma i giovani di Ag si devono fondere con gli azzurrini?
«Mi pare un percorso assolutamente necessario».
Sono molto affezionati ai loro valori e alla loro identità.
«Non li capisco. Non è la libertà, come dice Fini, il valore più grande che abbiamo?».
Almirante diceva: «Non rinnegare, non restaurare».
«Ma santa pazienza, era il 1948! Se non si cambia in mezzo secolo si diventa dinosauri».
Ma lei è disposto a cambiare anche la sua identità?
«Io da Fiuggi a oggi sono cambiato moltissimo. In un mondo che corre chi non cambia è fuori dalla storia».
C’è chi sospetta che ai colonnelli lo strappo faccia comodo.
«Primo. Io tutt’al più sono maggiore, e per le mie scelte sono stato anche in minoranza. Secondo: prima di criticarli, questi colonnelli, bisognerebbe valutare i loro risultati nel modo giusto».
Quale?
«Hanno preso un partito al 3,9%, lo hanno portato al 12, lo hanno reso alleabile con una forza del 40% e hanno vinto tre volte. Le pare poco?».
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Sento il dovere di dire la mia. Azione Giovani si pone più di Alleanza Nazionale  il problema del futuro della Destra nel nostro Paese.
Quello di AG non è rigurgito nostalgico ma logico disorientamento di fronte ad affermazioni forti, incaute e forse anche inopportune.
Io, giovane di Destra che fascista non lo sono mai stato, non sarò mai “antifascista” perchè esserlo significherebbe disconoscere una tradizione politica, quella del M.S.I. , che nel fascismo e nella Repubblica di Salò affonda pur sempre le sue radici.
L’antifascismo non può appartenere a chi rivendica con orgoglio l’appartenenza ad  una comunità che della violenza antifascista fu bersaglio : antifascisti erano i carnefici di Sergio Ramelli, dei fratelli Mattei, di Mantakas. E della battaglia politica e culturale di questi morti noi, militanti di AG, vogliamo essere gli eredi. Un giovane di Alleanza Nazionale, e concludo, non guarda al passato con nostalgia ma con rispetto, convinto che il suo partito abbia il dovere di evolversi , ma non abbia il diritto di farlo abiurare”.

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